Cosa sono gli ETF? Tutto sugli Exchange Traded Fund
Gli Exchange Traded Fund (ETF) restano tra gli strumenti d'investimento più economici e scambiati del mercato finanziario. Dal 2026 si aggiungono sempre più ETF attivi, che non si limitano più a replicare un indice, ma lo gestiscono attivamente.
Gli Exchange Traded Fund (ETF) sono da anni tra gli strumenti d’investimento più economici e scambiati del mercato finanziario. Offrono agli investitori privati una possibilità conveniente di investire in un ampio ventaglio di attivi come azioni, obbligazioni o materie prime. La maggior parte degli ETF replica un indice; dal 2026 diversi fornitori quotano in Svizzera anche ETF attivi, che si discostano da questo principio.
Ma cos’è esattamente un ETF? Come funziona e a cosa dovete prestare attenzione quando investite in ETF? Non è necessario essere esperti di borsa per investire il vostro denaro in ETF. Questo articolo illustra ciò che occorre sapere sull’argomento.
In breve
- Gli ETF, in quanto fondi strutturati in modo semplice e trasparenti, sono adatti anche a chi inizia a investire.
- I costi di gestione degli ETF passivi si attestano solitamente sotto lo 0,20 per cento all’anno, nettamente inferiori a quelli dei fondi classici a gestione attiva (fonte: extraetf.com, dato 2026).
- Alla borsa svizzera SIX sono negoziati oltre 2’600 ETF di più di 30 emittenti (dato ad agosto 2026, fonte: SIX Swiss Exchange).
- Dal 2026 diversi grandi fornitori offrono anche ETF attivi, che non si limitano più a replicare un indice, ma lo gestiscono attivamente.
- In quanto titoli negoziati in borsa, gli ETF possono essere acquistati e venduti in ogni momento durante l’orario di negoziazione.
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ETF: definizione e spiegazione
ETF è l’acronimo di Exchange Traded Fund. Si tratta di un fondo che replica nel modo più fedele possibile un indice di titoli (fisicamente o sinteticamente) e ne segue l’andamento. Con questi titoli, gli investitori hanno la possibilità semplice di investire in numerose classi di attivi come obbligazioni, materie prime e azioni.
Tramite gli ETF potete investire, tra l’altro, in diversi indici nazionali, ad esempio di Svizzera, Germania, Stati Uniti o Giappone. È inoltre possibile investire in indici regionali che replicano, per esempio, il mercato azionario europeo o americano. Si trovano inoltre ETF che seguono i trend d’investimento attuali come sostenibilità, salute o digitalizzazione.
Confronto tra fondi classici ed ETF
Gli ETF possono essere negoziati sia in borsa sia fuori borsa. Poiché sono spesso legati a un indice prestabilito, si tratta di forme d’investimento passive che si limitano a seguire l’andamento del loro sottostante. In altre parole: se il valore dell’indice aumenta, aumenta anche il valore dell’ETF. Nel frattempo esistono però anche ETF attivi, che non si limitano a replicare un indice, ma vengono gestiti attivamente (maggiori informazioni più avanti).
Come per un fondo tradizionale, anche l’investimento in un ETF costituisce patrimonio separato. Anche in questo caso, quindi, non siete esposti a un’eventuale insolvenza del fornitore.
Esiste tuttavia una differenza rilevante tra un fondo d’investimento classico e la maggior parte degli ETF. A differenza degli ETF, i fondi d’investimento tradizionali cercano di ottenere una performance superiore al loro indice di riferimento. Ciò richiede una ricerca costante e, se necessario, una riallocazione delle posizioni all’interno del fondo.
Gli ETF, al contrario, cercano di norma solo di replicare esattamente l’indice sottostante, il che consente di rinunciare a una gestione costosa.
Uno sviluppo rapido
Dopo che i primi ETF erano arrivati sulle borse americane nel 1993, nell’aprile 2000 è seguita la negoziazione in Europa. Da allora, lo strumento finanziario ha conosciuto uno sviluppo rapido. Nello stesso anno sono stati offerti i primi ETF in Svizzera. Nel frattempo, oltre 2’600 ETF di più di 30 emittenti sono quotati alla borsa svizzera SIX (dato ad agosto 2026).

Vantaggi e svantaggi degli Exchange Traded Fund
Gli ETF offrono in particolare i seguenti vantaggi:
- Costo totale contenuto: rispetto ai fondi a gestione attiva, gli ETF presentano costi nettamente inferiori. Risparmiate la commissione di sottoscrizione, le spese di gestione correnti sono più basse e i costi di transazione si presentano in genere meno frequentemente.
- Flessibilità e liquidità: gli ETF sono prodotti d’investimento liquidi che possono essere acquistati e venduti durante l’orario di negoziazione della borsa, come le azioni.
- Trasparenza: per conoscere la composizione di un ETF è di norma sufficiente consultare l’indice di riferimento.
- Sicurezza: come per i fondi classici, gli investimenti in un ETF costituiscono patrimonio separato.
- Diversificazione: come investitori, non dovete ad esempio acquistare singolarmente ognuno dei 20 titoli dell’indice azionario svizzero SMI. Con quote di un ETF che replica lo SMI potete invece puntare su tutti i titoli dello SMI con un’unica transazione.
Investire contemporaneamente in circa 1’300 aziende con un ETF
Gli ETF vi permettono di costruire facilmente un portafoglio diversificato, in cui il rischio può essere ridotto grazie a un mercato molto ampio. Se acquistate un ETF sull’indice mondiale MSCI World, ottenete accesso a circa 1’300 aziende in tutto il mondo (dato a settembre 2026, fonte: MSCI World Index Factsheet). Gli ETF permettono così agli investitori di distribuire il proprio capitale su un’ampia gamma di obiettivi d’investimento, favorendo un buon equilibrio tra opportunità e rischi. Avete inoltre sempre un’idea chiara di ciò in cui investite: basta uno sguardo rapido all’attuale struttura dell’indice in questione.
Gli ETF presentano anche alcuni svantaggi che i potenziali investitori dovrebbero conoscere prima di scegliere questa forma d’investimento. Tra gli svantaggi rientrano:
- Assenza di gestione attiva dell’investimento: poiché gli ETF sono fondi a gestione passiva, non vi è alcun intervento attivo da parte dei gestori. Questo può tradursi in risultati di performance peggiori dell’ETF rispetto ad altri fondi a gestione attiva, soprattutto nei mercati molto volatili.
- Nessuna considerazione degli obiettivi d’investimento personali: gli ETF seguono rigidamente un indice. Ciò significa che potete puntare su questo indice oppure no. Una personalizzazione del vostro investimento è quindi esclusa per la parte del vostro patrimonio investita in ETF.
- Rischio di controparte limitato per gli ETF sintetici: negli ETF sintetici non si investe direttamente nei titoli contenuti nell’indice. Vengono invece utilizzati swap (contratti di scambio) per replicare virtualmente l’indice. Questa operazione comporta tuttavia un rischio di controparte, poiché dipende dalla capacità delle controparti contrattuali di adempiere agli obblighi assunti.
I rischi per gli investitori sono tuttavia limitati dalle normative europee che regolano i fondi d’investimento. Il valore di uno swap non può quindi superare il dieci per cento del patrimonio del fondo.
Cosa sono gli ETF attivi e in cosa si distinguono dagli ETF passivi?
Gli ETF attivi sono fondi negoziati in borsa come gli ETF classici. A differenza degli ETF passivi, la loro gestione non replica un indice uno a uno, ma seleziona attivamente i titoli e li pondera diversamente, con l’obiettivo di ottenere un rendimento più elevato. Non è garantito che ciò riesca.
Dal 2026 diversi fornitori internazionali di fondi hanno quotato per la prima volta ETF a gestione attiva alla borsa svizzera SIX. Per la negoziazione, questo cambia poco all’inizio: gli ETF attivi possono essere acquistati e venduti in ogni momento durante l’orario di apertura della borsa, come gli ETF passivi.
Costi: più alti rispetto agli ETF passivi, più bassi rispetto ai fondi classici
Gli ETF attivi costano più degli ETF passivi, perché la gestione del fondo deve svolgere costantemente ricerca e adattare le posizioni. Il costo totale medio degli ETF attivi in Europa si attesta intorno allo 0,37 per cento, con un intervallo di circa 0,04-0,85 per cento (fonte: extraetf.com, dato 2026). Si collocano quindi al di sopra degli ETF passivi, ma spesso al di sotto dei fondi classici a gestione attiva, per i quali può aggiungersi anche una commissione di sottoscrizione.
Trasparenza: visione giornaliera del portafoglio
La differenza sostanziale rispetto ai fondi classici a gestione attiva sta nella trasparenza: molti ETF attivi pubblicano quotidianamente la composizione del proprio portafoglio, come è consuetudine per gli ETF passivi. I fondi d’investimento classici, invece, comunicano di norma le proprie posizioni solo mensilmente o trimestralmente. Se un determinato ETF attivo offra questa trasparenza giornaliera dipende dal fornitore e dalla struttura del fondo e andrebbe verificato nel prospetto prima di investire.
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Le classi di attivi degli ETF in sintesi
In termini di volumi scambiati, gli ETF azionari dominano chiaramente sugli ETF obbligazionari. Molte investitrici e molti investitori li utilizzano per integrare la componente azionaria nel deposito e ampliare il portafoglio. Per le materie prime si parla di ETC (Exchange Traded Commodities). Questi sono spesso garantiti fisicamente dai rispettivi metalli preziosi. Tra gli ETC, l’oro ha tradizionalmente il volume di scambi maggiore.
All’interno di queste categorie, molti ETF azionari replicano ampi indici mondiali come l’MSCI World (circa 1’300 titoli) o indici regionali come l’S&P 500 (le 500 maggiori società statunitensi quotate in borsa). Negli ETF obbligazionari, l’attenzione si concentra spesso su indici globali di obbligazioni societarie o su indici di titoli di Stato dei mercati emergenti. Questi esempi descrivono la struttura del mercato e non costituiscono una raccomandazione per indici o prodotti specifici.
ETF Svizzera: gli svizzeri investono volentieri in aziende del proprio Paese
Oltre agli ETF che replicano il MSCI World, gli svizzeri investono preferibilmente in ETF che replicano lo SMI e lo SMIM. Lo SMI (Swiss Market Index) è il principale indice azionario svizzero e comprende le blue chip. Nello SMIM figurano 30 titoli a media capitalizzazione quotati alla SIX Swiss Exchange. Per gli investitori svizzeri conviene acquistare ETF su indici svizzeri da un fornitore con domicilio del fondo in Svizzera, poiché questi sono fiscalmente favoriti rispetto ai fornitori esteri.
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In questi segmenti si può investire con gli ETF
Se non volete solo diversificare ampiamente, ma preferite determinati segmenti o regioni, gli Exchange Traded Fund vi offrono un’ampia scelta anche in questo senso. Nella tabella seguente trovate una selezione delle principali possibilità di scelta.
| Orientamento ETF | Esempi |
|---|---|
| Classe di attivi | Azioni, obbligazioni, metalli preziosi |
| Indici | MSCI World, S&P 500, SMI, DAX |
| Regioni | Mondiale, Europa, mercati emergenti |
| Paesi | Svizzera, Germania, USA |
| Temi | Biotecnologia, cambiamento climatico, robotica |
| Settori | Industria, commercio al dettaglio, tecnologia |
| Strategia | Dividendi, large cap, small cap |
| Materie prime | Tutti i metalli preziosi, oro, platino |
Commissioni sugli ETF
All’acquisto di ETF pagate inizialmente solo le commissioni d’ordine della banca, le tasse di bollo e di norma un piccolo spread (differenza tra prezzo di acquisto e di vendita). Nei fondi classici a gestione attiva, invece, in questo passaggio può tipicamente applicarsi una commissione di sottoscrizione fino al cinque per cento.
I costi di gestione degli ETF passivi si attestano solitamente sotto lo 0,20 per cento all’anno (fonte: extraetf.com, dato 2026), anch’essi nettamente inferiori a quelli dei fondi a gestione attiva, per i quali dovete generalmente considerare almeno l’uno per cento. Gli ETF attivi si collocano nel mezzo, con una media di circa lo 0,37 per cento (maggiori informazioni nella sezione sugli ETF attivi più sopra). Nel prospetto informativo potete consultare il costo totale (Total Expense Ratio o TER). I costi indicati non comprendono tuttavia ancora i costi di transazione che il fondo sostiene nella negoziazione dei titoli.
Ai costi complessivi si aggiungono inoltre le spese di custodia addebitate dalla vostra banca.
Investire in ETF: ecco a cosa prestare attenzione
Di seguito alcuni punti essenziali a cui prestare attenzione nella scelta di un ETF:
- Considerare le proprie conoscenze finanziarie: per gli investitori con conoscenze poco approfondite in un determinato ambito, è spesso preferibile optare per indici più ampi. Questi diversificano il vostro portafoglio su molti settori e regioni e contribuiscono a ridurre i rischi. Dovete inoltre assicurarvi che la composizione dell’ETF corrisponda alla strategia desiderata. Alcuni ETF investono in piccole imprese o mercati emergenti, altri seguono un approccio più ampio.
- Verificare che il costo totale rientri nella norma: in genere, i costi di gestione degli ETF passivi si attestano sotto lo 0,20 per cento all’anno. Gli ETF attivi si collocano di norma al di sopra a causa della gestione attiva (maggiori informazioni nella sezione sugli ETF attivi più sopra).
- Volume dell’ETF: il volume del fondo è un indicatore per stabilire se un ETF è affermato sul mercato o meno. Un volume di circa 100 milioni di franchi svizzeri o più è spesso considerato, nella prassi, la soglia per un ETF economicamente sostenibile.
- Piani di risparmio in ETF: non tutti gli ETF offrono piani di risparmio. Questi permettono tuttavia agli investitori di effettuare in modo semplice versamenti regolari per accumulare un patrimonio. Il rendimento dipende in questo caso dall’andamento dei mercati e può anche risultare inferiore rispetto a un conto a interessi tradizionale, mentre il valore dell’avere può nel frattempo oscillare.
- Sostenibilità: oltre ai fondi a gestione attiva, anche gli ETF permettono sempre più di investire secondo criteri ESG.
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Investire in Exchange Traded Fund: passo dopo passo
Dopo aver preso conoscenza delle nozioni essenziali, il vostro investimento in ETF può essere realizzato in pochi passaggi:
Primo passo: definire la strategia d’investimento
Dopo aver esaminato i possibili segmenti, scegliete la strategia d’investimento desiderata. Decidete quindi, per esempio, se volete investire nel mercato azionario. Preferite una diversificazione mondiale o azioni di aziende svizzere? Devono dominare determinati settori come la tecnologia oppure vedete opportunità maggiori in temi come la robotica?
La borsa svizzera offre oltre 2’600 ETF che investono in diverse classi di attivi, mercati e valute, consentendo così l’attuazione della strategia d’investimento da voi preferita.
Secondo passo: scegliere l’indice
Per farvi un’idea della performance di un ETF, il modo migliore è osservare i rendimenti ottenuti dall’indice sottostante. In questo caso dovreste considerare un periodo il più lungo possibile.
È inoltre importante comprendere come viene calcolato l’indice e come è composto. Spesso i titoli sono ponderati in base alla loro capitalizzazione di borsa. Se acquistate un ETF su un indice di questo tipo, non dovete perdere di vista il relativo rischio di concentrazione. I tre grandi gruppi Nestlé, Novartis e Roche costituiscono ad esempio tradizionalmente una quota rilevante dello SMI.
Terzo passo: scegliere il fornitore per il piano di risparmio in ETF o l’investimento in un’unica soluzione
Una volta decisa una strategia d’investimento e un indice concreto, cercate sul mercato un ETF che replichi tale indice. Tenete inoltre presente che non tutti gli ETF offrono piani di risparmio, se optate per investire regolarmente con un piano di risparmio.
Quarto passo: confrontare la qualità di replica
Per gli ETF su un indice specifico, confrontate il rendimento con quello dell’indice, poiché possono esserci differenze di diversi punti percentuali. Perché il confronto sia realistico, ETF e indice devono entrambi reinvestire eventuali proventi come i dividendi oppure entrambi distribuirli (indice di performance rispetto a indice di prezzo).
Quinto passo: confrontare i costi totali annui
I costi annui applicati a un ETF sono indicati dal costo totale (TER). Questo indicatore comprende le commissioni di gestione così come i costi per la pubblicità e la distribuzione dell’ETF. Potete consultare il TER nel rapporto mensile dell’ETF.
Sesto passo: considerare imposte e costi di transazione
Nella scelta di un ETF, gli investitori dovrebbero sempre considerare dove ha sede il fondo. Un domicilio del fondo sfavorevole può comportare, dal punto di vista fiscale, un rendimento ridotto, poiché le imposte alla fonte possono ridurre il rendimento.
All’acquisto e alla vendita di un ETF si applicano commissioni, che incidono in particolare se effettuate molti acquisti e vendite. Se intendete negoziare i vostri ETF più frequentemente, dovreste quindi prestare attenzione a costi di spread contenuti (differenza tra prezzo di acquisto e di vendita).

Domande frequenti (FAQ)
Quali categorie di ETF sono maggiormente scambiate in borsa?
In termini di volume di scambi dominano gli ETF azionari, seguiti dagli ETF obbligazionari. Per le materie prime si parla di ETC (Exchange Traded Commodities), che sono per lo più garantiti fisicamente dal rispettivo metallo prezioso; tra gli ETC, l’oro ha tradizionalmente il volume maggiore. Questi dati descrivono la struttura del mercato, non una raccomandazione per prodotti specifici.
Quali costi devo considerare con gli ETF?
Oltre alle consuete spese di custodia della vostra banca, alla negoziazione si aggiungono solo modeste spese di transazione (spread contenuto, la differenza tra prezzo di acquisto e di vendita). I costi di gestione degli ETF passivi si attestano solitamente sotto lo 0,20 per cento del patrimonio del fondo all’anno, per gli ETF attivi generalmente di più.
Come vengono tassati gli ETF?
I proventi degli ETF (Exchange Traded Fund), sia passivi che attivi, sono tassati come reddito, mentre il patrimonio investito in ETF è soggetto all’imposta sulla sostanza. Ai fini dell’imposta sul reddito non fa differenza se l’ETF distribuisce o reinveste i proventi. Gli ETF ad accumulazione devono tuttavia indicare separatamente i proventi maturati, cosa che avviene normalmente per gli ETF quotati alla borsa svizzera. Quali proventi degli ETF sono tassati potete verificarlo nell’elenco dei corsi (banca dati consultabile online) dell’Amministrazione federale delle contribuzioni.
Cosa si intende per ad accumulazione e cosa significa a distribuzione?
A distribuzione significa che i proventi vengono versati direttamente agli investitori. Ad accumulazione significa invece che i proventi di un fondo non vengono distribuiti agli investitori, ma reinvestiti nel fondo.
Cosa significa replica diretta o indiretta?
Un ETF fisico (replica diretta) replica un indice acquistando effettivamente i titoli dell’indice che riproduce e detenendoli nel fondo. Un ETF sintetico (replica indiretta) utilizza vari prodotti finanziari (ad es. swap) al posto di azioni effettivamente acquistate, per replicare la performance dell’indice. Esiste quindi anche una cosiddetta controparte, di norma la banca madre dell’emittente, con cui viene concordato uno «swap».
Che differenza c’è tra ETF e fondi indicizzati?
La differenza fondamentale tra questi due tipi di prodotto è che gli ETF vengono scambiati in borsa e possono quindi essere acquistati e venduti in ogni momento. Nei fondi indicizzati, invece, l’acquisto e la vendita avvengono solo una volta al giorno tramite la società di gestione del fondo.
Cosa distingue gli ETF attivi dagli ETF passivi?
Gli ETF passivi replicano un indice uno a uno. Negli ETF attivi, invece, la gestione del fondo seleziona attivamente i titoli e si discosta consapevolmente dall’indice, con l’obiettivo di ottenere un rendimento più elevato. Ciò comporta costi più alti rispetto agli ETF passivi. Dal 2026 diversi ETF attivi sono quotati anche alla borsa svizzera SIX.
Il presente articolo è redatto a scopo informativo generale e non costituisce consulenza in materia di investimenti, consulenza legale o fiscale, né un'offerta di acquisto o vendita di strumenti finanziari. Everon AG è un gestore patrimoniale autorizzato dalla FINMA ai sensi della LIsFi. Le performance passate non sono un indicatore affidabile dei rendimenti futuri.