Mandati di gestione patrimoniale: tipologie, idoneità e diritti
Un mandato di gestione patrimoniale trasferisce le decisioni di investimento a un gestore patrimoniale, nell'ambito di una strategia definita insieme in anticipo. Questo articolo illustra le tipologie, i diritti delegati e per chi è adatto un mandato.
Un mandato di gestione patrimoniale trasferisce le decisioni di investimento correnti a un gestore patrimoniale, nell’ambito di una strategia definita insieme in anticipo. Per molti investitori è il modo per affidare la gestione del proprio patrimonio a professionisti, senza dover rispondere in prima persona di ogni singola transazione.
Questo articolo illustra le tipologie di mandato disponibili, i diritti delegati al gestore, chi risponde in caso di perdita e per chi è adatto un mandato.
Che cos’è un mandato di gestione patrimoniale?
Un mandato di gestione patrimoniale è un contratto con cui un cliente conferisce a un gestore patrimoniale il potere di gestire in autonomia il patrimonio concordato. Il gestore prende le decisioni di investimento, acquista e vende titoli e orienta il portafoglio secondo la strategia definita, senza consultazione preventiva per ogni transazione.
La strategia si basa sugli obiettivi, sull’orizzonte di investimento e sulla capacità di rischio del cliente. Essa fissa l’ambito entro cui il gestore agisce. Questo distingue il mandato di gestione patrimoniale dal mandato di consulenza, in cui il gestore si limita a presentare proposte e la decisione finale resta al cliente.
I punti essenziali in sintesi
- Nel mandato di gestione patrimoniale il gestore decide in autonomia nell’ambito della strategia concordata; nel mandato di consulenza la decisione resta al cliente.
- I gestori patrimoniali in Svizzera necessitano, dal 2020, di un’autorizzazione FINMA ai sensi della Legge sugli istituti finanziari (LIsFi) e sono soggetti a un organismo di vigilanza.
- Gli obblighi di comportamento verso i clienti sono fissati dalla LSerFi, precisati dalla circolare FINMA 2025/2 (in vigore dal 1° gennaio 2025).
- I conflitti d’interesse, ad esempio nell’impiego di prodotti propri, devono essere divulgati e trattati nell’interesse del cliente. La FINMA lo ha confermato nella comunicazione FINMA sulla vigilanza 03/2026 (3 giugno 2026).
- Il rischio di mercato è sostenuto in linea di principio dall’investitore; il gestore risponde delle violazioni dei propri obblighi di diligenza e documentazione.
Quali tipologie di mandati di gestione patrimoniale esistono?
La forma adatta dipende dalla strategia di investimento, dalla capacità di rischio e dal patrimonio disponibile. Le seguenti impostazioni sono diffuse in Svizzera e si distinguono soprattutto per gli strumenti impiegati e il grado di personalizzazione.
Gestione patrimoniale con investimenti indicizzati
In questo approccio il patrimonio è investito in indici che rappresentano ampiamente il mercato di riferimento. Il portafoglio viene adeguato alla strategia scelta tramite un ribilanciamento periodico. Gli investimenti indicizzati sono economici e trasparenti, perché seguono un mercato definito invece di selezionare singoli titoli.
Gestione patrimoniale in fondi di investimento
In questo caso il patrimonio è ripartito su un portafoglio ampiamente diversificato di fondi. La ponderazione deriva dalla strategia e dalla capacità di rischio. I fondi a gestione attiva possono integrare il portafoglio. Gli investimenti vengono generalmente distribuiti tra regioni e settori per attenuare più ampiamente le oscillazioni di valore tipiche del mercato.
Gestione patrimoniale in titoli individuali
Questa variante si concentra su singoli titoli come azioni o certificati e offre il massimo grado di personalizzazione, poiché vengono selezionate singole aziende in modo mirato. La minore diversificazione aumenta il rischio di posizione singola, che può essere limitato con una diversificazione mirata su più titoli e settori.
Gestione patrimoniale orientata alla LPP
La LPP disciplina la previdenza professionale. Una gestione orientata alla LPP costruisce un portafoglio secondo il profilo di investimento tipico delle casse pensioni svizzere, con azioni, obbligazioni e immobili. Questo approccio è adatto agli investitori che desiderano orientarsi su un profilo di rischio regolamentato e orientato alla previdenza.
Mandato di gestione discrezionale
Nel mandato di gestione discrezionale, una strategia di investimento viene elaborata insieme al cliente, il che fissa l’ambito della gestione. In questo ambito il gestore agisce in autonomia. Poiché l’impostazione e il seguito continuo richiedono un maggiore impegno, questa forma viene generalmente scelta a partire da un volume di investimento più elevato.
Quali diritti vengono delegati con un mandato?
Un mandato di gestione patrimoniale pone ampi poteri nelle mani del gestore e presuppone quindi fiducia. Il gestore agisce nell’ambito della strategia concordata ed è vincolato dagli obblighi di comportamento di legge oltre che dalle direttive interne.
Quali decisioni prende il gestore in autonomia?
Nell’ambito concordato, il gestore acquista e vende titoli in autonomia, senza consultazione preventiva per ogni transazione. Questo potere consente di reagire tempestivamente alle variazioni di mercato. L’ambito stesso, ad esempio le categorie di investimento ammesse e il profilo di rischio, resta prestabilito per il gestore e ne delimita il margine di manovra.
Quali obblighi valgono per il gestore?
In quanto gestore di patrimoni di terzi, un gestore patrimoniale svizzero è soggetto alla LIsFi e agli obblighi di comportamento della LSerFi. Questi comprendono la verifica dell’idoneità di una strategia, una documentazione completa, l’informazione sui rischi e il rispetto delle direttive di investimento concordate. La circolare FINMA 2025/2 precisa questi obblighi dal 2025.
Chi risponde in caso di perdita?
Il rischio di oscillazioni di valore dovute all’andamento generale del mercato è sostenuto in linea di principio dall’investitore, che viene informato su tale rischio. Il gestore non risponde delle perdite di mercato, ma risponde delle violazioni dei propri obblighi, ad esempio in caso di carenza di diligenza, documentazione mancante o mancato rispetto delle direttive di investimento concordate.
Perché l’indipendenza del gestore è rilevante?
Un gestore patrimoniale indipendente non è tenuto a includere in un mandato prodotti bancari propri e lavora senza retrocessioni. Questo riduce una fonte rilevante di conflitti d’interesse, che può insorgere quando una banca impiega propri prodotti nella gestione patrimoniale.
I conflitti d’interesse non possono sempre essere esclusi del tutto, ad esempio quando un gestore impiega proprie strategie. La LSerFi richiede che tali conflitti vengano divulgati e trattati nell’interesse del cliente. La FINMA ha ulteriormente precisato questi requisiti con la circolare 2025/2 e la comunicazione FINMA sulla vigilanza 03/2026 sui rischi di prodotto nella gestione patrimoniale individuale. Per i clienti conta quindi meno una promessa generica e più la trasparenza con cui un gestore tratta costi e conflitti.
Per chi è adatto un mandato di gestione patrimoniale?
Un mandato è adatto a chi desidera affidare la gestione corrente a professionisti invece di osservare i mercati e agire in prima persona. L’adeguatezza dipende da obiettivi, orizzonte di investimento e capacità di rischio, non solo dall’entità del patrimonio.
Gestione secondo le proprie indicazioni
L’idea di base di un mandato è che la gestione del patrimonio venga affidata a professionisti, mentre la strategia segue le indicazioni del cliente. Chi non desidera dedicare il tempo o le conoscenze necessarie alla gestione corrente delega l’attuazione, mantenendo però la direzione attraverso la strategia concordata.
Perché il volume ha un ruolo
Un mandato comporta commissioni, generalmente come percentuale annua del patrimonio gestito. Poiché una parte dei costi è indipendente dal volume, un mandato diventa generalmente conveniente solo a partire da un certo patrimonio investito. Molti gestori applicano tassi scaglionati, in cui la percentuale diminuisce all’aumentare del volume.
Domande frequenti sui mandati di gestione patrimoniale
Qual è la differenza tra un mandato di gestione patrimoniale e un mandato di consulenza?
In un mandato di gestione patrimoniale, il gestore prende le decisioni di investimento in autonomia, nell’ambito della strategia concordata. In un mandato di consulenza, il gestore presenta proposte e la decisione finale spetta al cliente. La differenza sta quindi nel potere decisionale, non nell’ampiezza del servizio.
Quali commissioni comporta un mandato di gestione patrimoniale?
Le commissioni dipendono dal volume investito, dalla strategia scelta e dall’onere di gestione, e non possono essere quantificate in modo forfettario. È comune una commissione di gestione annua calcolata in percentuale del patrimonio gestito, spesso decrescente all’aumentare del volume. Determinante è la piena trasparenza su tutti i costi.
Cosa significa un mandato di gestione discrezionale?
Un mandato di gestione discrezionale è il potere di gestire il patrimonio in autonomia nell’ambito di una strategia definita insieme, senza consultazione per ogni singola transazione. L’ambito di investimento, gli strumenti ammessi e il profilo di rischio vengono fissati per iscritto in anticipo e delimitano il margine di manovra del gestore.
Perché l’indipendenza di un gestore patrimoniale è rilevante?
Un gestore patrimoniale indipendente non è tenuto a impiegare prodotti bancari propri e lavora senza retrocessioni. I conflitti d’interesse devono essere divulgati secondo la LSerFi e trattati nell’interesse del cliente. La FINMA ha precisato questi requisiti con la circolare 2025/2 e la comunicazione FINMA sulla vigilanza 03/2026.
Per chi è adatto un mandato di gestione patrimoniale?
Un mandato è adatto a chi desidera affidare la gestione corrente a professionisti invece di agire in prima persona. A causa della quota fissa dei costi, diventa generalmente conveniente a partire da un certo volume investito. L’idoneità dipende da obiettivi, orizzonte di investimento e capacità di rischio, non solo dall’entità del patrimonio.
Il presente articolo è redatto a scopo informativo generale e non costituisce consulenza in materia di investimenti né un'offerta di acquisto o vendita di strumenti finanziari. Everon AG è un gestore patrimoniale autorizzato dalla FINMA ai sensi della LIsFi. Le performance passate non sono un indicatore affidabile dei rendimenti futuri.