Prelievo del pilastro 3a: cosa sapere prima del ritiro
Quando potete prelevare il vostro pilastro 3a, come viene tassato il capitale e come un prelievo scaglionato su più conti riduce il carico fiscale.
In breve: il prelievo del pilastro 3a è possibile al più presto cinque anni prima dell’età di riferimento AVS, ossia dai 60 anni per gli uomini e dai 59 anni per le donne. Il capitale viene tassato separatamente dal reddito ordinario a un’aliquota ridotta. Prelevare più conti 3a in anni diversi riduce sensibilmente questa imposta.
Molte persone desiderano vivere in modo autonomo durante la pensione e tutelarsi finanziariamente. Il risparmio tramite il terzo pilastro può essere un elemento importante in questo percorso.
Il prelievo del pilastro 3a è il ritiro del capitale previdenziale vincolato del terzo pilastro. Avviene di norma al più presto cinque anni prima dell’età di riferimento AVS e, nelle eccezioni previste dalla legge, anche in anticipo. Il capitale prelevato viene tassato separatamente dal reddito ordinario a un’aliquota ridotta, l’imposta sul capitale.
Il pilastro 3a, con i suoi vantaggi fiscali, è destinato alla previdenza privata per il pensionamento. Per questo motivo, sia per il prelievo ordinario sia per il prelievo anticipato vigono regole restrittive. In questo articolo spieghiamo quando il prelievo è possibile, come funziona la tassazione e come risparmiare sulle imposte con un prelievo scaglionato.
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I punti essenziali
- Finestra di prelievo: Il prelievo ordinario è possibile al più presto cinque anni prima e al più tardi cinque anni dopo l’età di riferimento AVS (fonte: LAVS/OPP3, aggiornamento 2026).
- Età di riferimento 2026: 65 anni per gli uomini; per le donne, l’età di riferimento viene innalzata gradualmente a 65 anni con la riforma AVS 21 (fonte: UFAS).
- Contributo annuo massimo 2026: CHF 7’258 con cassa pensione; senza cassa pensione, il 20 per cento del reddito da attività lucrativa, al massimo CHF 36’288 (fonte: UFAS, invariato dal 2025).
- Tassazione: Il prelievo viene tassato separatamente dal reddito a un’aliquota ridotta. L’importo varia sensibilmente a seconda del Cantone e del Comune.
- Prelievo anticipato: solo nelle quattro eccezioni previste dalla legge (emigrazione, attività indipendente, abitazione di proprietà, invalidità).

Da quando posso prelevare il pilastro 3a?
Il prelievo ordinario del pilastro 3a è possibile al più presto cinque anni prima dell’età di riferimento AVS e al più tardi cinque anni dopo, a condizione che esercitiate ancora un’attività lucrativa. L’età di riferimento è 65 anni per gli uomini nel 2026; per le donne viene innalzata gradualmente a 65 anni con la riforma AVS 21.
Se continuate a lavorare dopo aver raggiunto l’età di riferimento, potete rinviare il prelievo. Non appena cessate l’attività lucrativa, ma al più tardi cinque anni dopo l’età di riferimento, il capitale deve essere prelevato. Questi prelievi in concomitanza con il pensionamento vengono definiti prelievo ordinario.
Quando è possibile un prelievo anticipato del pilastro 3a?
Il prelievo anticipato è possibile solo nelle quattro eccezioni previste dalla legge: emigrazione definitiva, avvio di un’attività indipendente, acquisto di un’abitazione di proprietà occupata personalmente e invalidità. Queste regole restrittive esistono perché il pilastro 3a, agevolato fiscalmente, è destinato alla previdenza per la vecchiaia. Al di fuori di tali eccezioni, il capitale rimane vincolato fino alla finestra di prelievo prima del pensionamento.
Abbandono della Svizzera
Chi emigra definitivamente dalla Svizzera può richiedere il pagamento anticipato del capitale di vecchiaia. In caso di coniugi, è necessario il consenso scritto del partner. Il nuovo domicilio fisso all’estero deve essere documentato.
Attività indipendente
I lavoratori indipendenti che non appartengono a nessuna cassa pensione possono prelevare il capitale del terzo pilastro nel primo anno successivo all’avvio dell’attività. Ciò è possibile solo per le società di persone, non per le persone giuridiche come la società anonima (SA) o la società a garanzia limitata (Sagl). A compensazione della mancanza del secondo pilastro, i lavoratori indipendenti possono versare un importo annuo più elevato nel terzo pilastro.
Abitazione di proprietà occupata personalmente
Con un prelievo anticipato dal pilastro 3a potete raccogliere fondi propri aggiuntivi per l’acquisto o la costruzione di un’abitazione di proprietà occupata stabilmente da voi. Il prelievo anticipato è possibile ogni cinque anni. Il pagamento avviene a un’aliquota fiscale ridotta, che varia a seconda del luogo di domicilio e dell’importo prelevato.
Il capitale del pilastro 3a può essere utilizzato anche per rimborsare mutui ipotecari o finanziare investimenti che aumentano il valore dell’abitazione. In tal caso:
- Per il prelievo anticipato a fini immobiliari non esistono né un limite di età né un importo minimo. Tali prelievi sono considerati fondi propri effettivi, contrariamente ai prelievi dalla cassa pensione.
- Fino a cinque anni prima dell’età di riferimento può essere prelevato un importo parziale del capitale del pilastro 3a. Dopo tale data è possibile prelevare solo l’intero saldo del singolo rapporto previdenziale. Per questo motivo conviene mantenere più conti 3a.
Invalidità
Chi percepisce una rendita d’invalidità intera dell’AI senza un’adeguata copertura per l’invalidità può richiedere il pagamento del proprio saldo del pilastro 3a.
Decesso
Al decesso del titolare, il capitale viene versato. L’ordine degli aventi diritto è stabilito dalla legge: coniuge, figli e persone al cui sostentamento il defunto contribuiva in modo determinante, poi genitori, fratelli e altri eredi.
Riscatto nella cassa pensione
Il capitale del terzo pilastro può essere utilizzato anche per un riscatto in un istituto di previdenza esente da imposte. Condizione necessaria è che non esistano lacune contributive e nessun prelievo anticipato per l’abitazione di proprietà non ancora rimborsato.
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Quanto pago di imposte al momento del prelievo del pilastro 3a?
Il capitale prelevato viene tassato separatamente dal reddito ordinario a un’aliquota ridotta, l’imposta sul capitale. Viene riscossa a livello federale, cantonale e comunale e varia considerevolmente a seconda del Cantone di domicilio, del Comune e dell’importo prelevato. Le differenze tra i Cantoni sono notevoli, pertanto il luogo di domicilio nell’anno del prelievo può incidere in misura significativa.
Ecco come funziona il calcolo:
- Un’imposta unica distinta: il prelievo non aumenta il vostro reddito imponibile. Viene rilevato come prestazione in capitale unica con un’imposta annua separata, indipendente da salario, rendita e sostanza.
- Un’aliquota ridotta: per l’imposta federale diretta l’aliquota corrisponde a circa un quinto dell’aliquota ordinaria dell’imposta sul reddito. Cantone e Comune applicano le proprie aliquote, anch’esse ridotte.
- Progressiva: come per l’imposta sul reddito, l’aliquota aumenta con l’entità del prelievo. Un prelievo doppio costa quindi più del doppio in imposte. È proprio qui che interviene lo scaglionamento.
L’entità delle differenze cantonali emerge nel caso di un prelievo di CHF 500’000 da parte di una persona single: nella città di Zurigo il carico è di circa il 7,2 per cento, a Lucerna di circa il 6,2 per cento e in Appenzello di circa il 5,1 per cento (valori illustrativi, fonte: confronto fiscale finpension). Anche all’interno dello stesso Cantone l’aliquota effettiva varia da Comune a Comune.
Importante: il capitale prelevato nello stesso anno dal 2° e dal 3° pilastro viene sommato ai fini del calcolo dell’imposta sul capitale. Anche per le coppie sposate i prelievi effettuati nel medesimo periodo fiscale vengono aggregati. Una pianificazione temporale accurata dei prelievi riduce quindi il carico fiscale.
Riforma prevista per il 2027: nell’ambito del pacchetto di sgravio 2027 il Consiglio federale aveva proposto di tassare in misura maggiore i prelievi in capitale del 2° e del 3° pilastro. Il Parlamento ha stralciato questa misura nel marzo 2026. Allo stato 2026 resta quindi la tassazione attuale, separata e a un’aliquota ridotta (fonte: deliberazioni parlamentari sul pacchetto di sgravio 2027).
Il trattamento fiscale dipende dalla vostra situazione personale e può variare. Il presente articolo non costituisce consulenza fiscale o in materia di investimenti.
Cosa devo considerare al momento del prelievo del pilastro 3a?
Indipendentemente dal momento, dovete sciogliere attivamente il pilastro 3a. La banca o la compagnia di assicurazione non chiude il conto automaticamente. Rivolgetevi per tempo al vostro istituto, che vi invierà il modulo di richiesta. Il prelievo deve essere indicato nella dichiarazione fiscale; l’imposta viene riscossa separatamente a un’aliquota ridotta.
Questi sono i punti da tenere presenti al momento del prelievo:
- Chiusura completa del conto: Un conto 3a deve essere sempre chiuso per intero. Il prelievo parziale è possibile solo se disponete di più conti 3a. Questo è importante per coordinare i prelievi dai vari pilastri.
- Coordinare il prelievo con la cassa pensione: Il capitale prelevato nello stesso anno dal 2° e dal 3° pilastro viene sommato ai fini dell’imposta sul capitale. Un prelievo scaglionato riduce l’imposta.
- Nuovo conto 3a nell’ultimo anno di lavoro: Se andate in pensione all’età di riferimento e prelevate il capitale della cassa pensione, conviene sciogliere un conto 3a esistente già un anno prima. Altrimenti il capitale della cassa pensione e il prelievo del 3a vengono sommati, aumentando l’aliquota fiscale.
- Scadenza ultima: I saldi 3a devono essere prelevati non appena raggiungete l’età di riferimento AVS. Se dimostrate di continuare a lavorare, potete mantenere il pilastro 3a fino a cinque anni in più e continuare a versare contributi in questo periodo.

Come posso risparmiare sulle imposte con un prelievo scaglionato?
Chi distribuisce il capitale previdenziale su più conti 3a e li preleva in anni fiscali diversi attenua la progressione dell’imposta sul capitale. Poiché ogni prelievo viene tassato separatamente, il carico complessivo risulta inferiore rispetto a un unico ritiro dell’intero saldo.
Lo scioglimento dei singoli conti può essere distribuito su più anni, a seconda della situazione complessiva, a partire dal 60° anno di età (uomini) o dal 59° (donne). L’imposta viene calcolata per anno e per conto sciolto. Grazie a questa tassazione individuale, la progressione a livello federale e cantonale risulta complessivamente più contenuta rispetto allo scioglimento simultaneo di tutti i conti.
L’aspetto decisivo è preparare lo scaglionamento con sufficiente anticipo, perché un singolo conto 3a al momento del pensionamento può essere sciolto solo per intero. Chi desidera distribuire il prelievo su più anni ha bisogno di più conti e deve averli aperti e alimentati per tempo. Nella pratica vale una regola empirica: conviene mantenere un conto aggiuntivo non appena un saldo raggiunge circa CHF 50’000. Di norma si tengono da tre a cinque conti, così da distribuire i prelievi sugli ultimi anni prima e sui primi anni dopo l’età di riferimento. La finestra di prelievo si estende complessivamente su dieci anni: cinque anni prima e cinque anni dopo l’età di riferimento.
Esempio di calcolo con il prelievo scaglionato
L’esempio seguente illustra l’effetto con i valori fiscali per la città di Zurigo (persona single, prelievo a 65 anni, senza appartenenza religiosa; fonte: tabella fiscale finpension). L’imposta effettiva dipende dal Cantone, dal Comune, dallo stato civile e dalla situazione individuale.
- Prelievo unico: chi preleva CHF 500’000 in un anno paga circa CHF 35’839 di imposta sul capitale, pari a circa il 7,2 per cento.
- Prelievo scaglionato: chi distribuisce lo stesso importo su due conti e preleva in due anni diversi CHF 250’000 ciascuno paga circa CHF 14’787 per prelievo, pari a circa il 5,9 per cento. Complessivamente circa CHF 29’574.
In questo esempio il carico fiscale si riduce grazie allo scaglionamento di circa CHF 6’250, perché ogni prelievo viene tassato individualmente e quindi a un’aliquota progressiva più bassa.
Il momento dell’anno influisce sul prelievo del pilastro 3a?
Per determinare l’imposta sulle prestazioni in capitale non è il mese che conta, bensì l’anno fiscale in cui cade il prelievo. Nell’ambito dello stesso anno, un prelievo a gennaio o a dicembre non modifica l’aliquota. Ciò che fa fede è la data in cui la fondazione di previdenza accredita il capitale, non il giorno in cui presentate la richiesta.
La leva decisiva si trova quindi al confine tra un anno e l’altro. Chi vuole suddividere due conti su due anni fiscali a distanza ravvicinata preleva uno a fine dicembre e l’altro a inizio gennaio. In questo modo i due prelievi ricadono in periodi fiscali distinti e vengono tassati separatamente, anche se li separano solo poche settimane.
Verso la fine dell’anno conviene agire con anticipo. Presentate la richiesta in tempo utile per evitare che la data di pagamento slitti involontariamente nell’anno successivo. Un prelievo con valuta a inizio gennaio è fiscalmente imputato al nuovo anno, anche se la richiesta è stata inoltrata a dicembre. Chi vuole collocare un prelievo in un determinato anno fiscale deve tener conto di questa scadenza fin dall’inizio (fonte: VZ VermögensZentrum).
Quali errori evitare al momento del prelievo del pilastro 3a?
Alcune insidie portano a pagare più imposte del necessario oppure impediscono che il prelievo avvenga nell’anno desiderato:
- Pensare troppo tardi allo scaglionamento: aprire un secondo conto poco prima del pensionamento non lascia più margine per distribuire i saldi in modo sensato. La ripartizione va costruita nel corso degli anni di attività.
- Prelevare il capitale della cassa pensione e del pilastro 3a nello stesso anno: se prelevate il capitale della cassa pensione e del pilastro 3a nello stesso anno, i due importi vengono sommati, aumentando l’aliquota progressiva. Questi prelievi vanno collocati in anni fiscali diversi.
- Cumulare i prelievi dei coniugi: nel medesimo periodo fiscale i prelievi dei coniugi vengono sommati. Conviene distribuire i versamenti dei due partner su anni diversi.
- Presentare la richiesta troppo tardi: l’istituto di previdenza non versa automaticamente. Presentate il modulo di richiesta per tempo, idealmente circa un anno prima del prelievo previsto.
- Dimenticare il prelievo nella dichiarazione fiscale: la prestazione in capitale va dichiarata. L’imposta speciale viene riscossa separatamente, non con la tassazione ordinaria.
- Trascurare il luogo di domicilio: ciò che conta è il domicilio nell’anno del prelievo. Un trasloco poco prima o poco dopo il prelievo può modificare l’aliquota applicabile.
Domande frequenti sul prelievo del pilastro 3a
Quando posso prelevare il mio pilastro 3a?
Di norma, al più presto cinque anni prima dell’età di riferimento AVS e al più tardi cinque anni dopo, a condizione che esercitiate ancora un’attività lucrativa. Prima di questa finestra, il prelievo è possibile solo nelle eccezioni previste dalla legge: emigrazione definitiva, avvio di un’attività indipendente o acquisto di un’abitazione di proprietà occupata personalmente.
Quanto pago di imposte al momento del prelievo del pilastro 3a?
Il capitale viene tassato separatamente dal reddito ordinario a un’aliquota ridotta, l’imposta sul capitale. L’importo dipende dal Cantone di domicilio, dal Comune e dall’ammontare prelevato e varia considerevolmente da Cantone a Cantone. I prelievi dal 2° e dal 3° pilastro effettuati nel medesimo anno vengono sommati ai fini del calcolo.
Come posso risparmiare sulle imposte con un prelievo scaglionato?
Chi distribuisce il capitale previdenziale su più conti 3a e li preleva in anni fiscali diversi attenua la progressione dell’imposta sul capitale. Poiché ogni prelievo viene tassato separatamente, il carico complessivo risulta inferiore rispetto a un unico ritiro dell’intero saldo. Il prelievo scaglionato è possibile, a seconda della situazione, a partire dal 59° o 60° anno di età.
Posso prelevare anticipatamente il pilastro 3a?
Sì, in quattro casi previsti dalla legge: emigrazione definitiva dalla Svizzera, avvio di un’attività principale indipendente senza cassa pensione, acquisto o costruzione di un’abitazione di proprietà occupata personalmente e riscossione di una rendita d’invalidità intera. Al di fuori di queste eccezioni, il capitale rimane vincolato fino alla finestra di prelievo prima del pensionamento.
Devo sciogliere personalmente il conto 3a?
Sì. La banca o la compagnia di assicurazione non scioglie automaticamente il pilastro 3a. Dovete richiedere attivamente il prelievo e indicare il ritiro nella dichiarazione fiscale. Presentate il modulo di richiesta con anticipo, idealmente almeno un anno prima del prelievo previsto.
Quanti conti 3a servono per un prelievo scaglionato?
Non esiste alcun obbligo di legge. Nella pratica vale una regola empirica: conviene aprire un conto aggiuntivo non appena un saldo raggiunge circa CHF 50’000, così da poter distribuire in seguito i prelievi su più anni fiscali. Poiché un conto 3a al momento del pensionamento può essere sciolto solo per intero, il numero di conti determina in quante tranche distinte potete scaglionare il prelievo.
L’imposta sul capitale aumenterà nel 2027?
No. Nell’ambito del pacchetto di sgravio 2027 il Consiglio federale aveva proposto di tassare in misura maggiore i prelievi in capitale del 2° e del 3° pilastro. Il Parlamento ha stralciato questa misura nel marzo 2026. Allo stato 2026 resta la regola attuale: un’imposta unica riscossa separatamente dal reddito ordinario a un’aliquota ridotta.
È meglio prelevare il pilastro 3a all’inizio o alla fine dell’anno?
Ai fini fiscali conta l’anno fiscale, non il mese: un prelievo a gennaio o a dicembre dello stesso anno viene tassato allo stesso modo. Il confine tra due anni diventa rilevante solo nel prelievo scaglionato. Chi vuole distribuire due conti su due anni fiscali preleva uno a fine dicembre e l’altro a inizio gennaio. Ciò che conta è la data di pagamento della fondazione di previdenza, non la data della vostra richiesta. Pianificate quindi con ampio anticipo verso la fine dell’anno.
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