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Private Markets: opportunità di investimento in una classe di attivi privata

Blog
di Brice Zanetti, CFA
Torri di uffici moderne viste dal basso, simbolo delle partecipazioni in società non quotate

I Private Markets comprendono partecipazioni non quotate in Private Equity, Private Debt, immobiliare e infrastrutture. Questo articolo illustra le vie di accesso, gli importi minimi, l'illiquidità e i rischi per gli investitori privati in Svizzera.

I Private Markets comprendono partecipazioni non quotate in Private Equity, Private Debt, immobiliare e infrastrutture. Gli investitori mettono a disposizione capitali per durate generalmente pluriennali e si assumono in cambio un rischio di illiquidità e di perdita più elevato. A lungo questa classe di attivi era riservata agli investitori istituzionali a causa degli elevati importi minimi. Oggi fornitori specializzati aprono l’accesso anche agli investitori privati.

I Private Markets offrono alternative di investimento rispetto ai tradizionali mercati finanziari quotati in borsa. L’accesso era tuttavia a lungo molto limitato per gli investitori privati, poiché non vi è negoziazione diretta in borsa e gli importi minimi di diversi milioni di franchi svizzeri erano la norma. Questo articolo illustra le principali classi di attivi dei Private Markets, le vie di accesso, gli importi minimi, l’illiquidità e i rischi.

Il mondo dei Private Markets è in evoluzione. Nuovi fornitori e gestori patrimoniali digitali consentono l’accesso con importi minimi notevolmente inferiori. La classe di attivi diventa così accessibile a una platea più ampia di investitori. Vale la pena informarsi sulle opportunità e sui rischi associati.

L’essenziale in sintesi

  • I Private Markets sono investimenti non negoziati pubblicamente nei quali gli investitori mettono a disposizione capitali.
  • Gli investimenti riguardano imprese private, progetti immobiliari o infrastrutturali.
  • I quattro grandi segmenti sono Private Equity, Private Debt, immobiliare e infrastrutture.
  • Storicamente, soprattutto gli investitori istituzionali con importi minimi elevati avevano accesso a questa classe di attivi.
  • Fornitori specializzati aprono sempre più il mercato agli investitori privati con importi minimi inferiori.
  • In cambio della scarsa liquidità e del lungo orizzonte di investimento, si assume un rischio di perdita più elevato.

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Private Markets: definizione e spiegazione della classe di attivi

I Private Markets, ovvero i mercati privati, designano investimenti in capitale proprio e di debito di imprese e progetti non quotati in borsa. Il termine «privato» deriva dal fatto che questi investimenti non sono negoziati pubblicamente. In cambio, gli investitori ricevono tipicamente un premio di illiquidità, vale a dire un’opportunità di rendimento aggiuntiva a compensazione dell’immobilizzazione del capitale per un lungo periodo. Questo premio non è in alcun modo garantito.

Rispetto al mercato pubblico, caratterizzato dalle quotazioni di borsa, i Private Markets mostrano spesso meno oscillazioni visibili nelle valutazioni. Ciò dipende anche dal fatto che gli investimenti sui mercati privati sono valutati meno frequentemente, spesso solo con cadenza mensile o trimestrale. Una volatilità dichiarata inferiore non significa quindi necessariamente un rischio effettivo minore.

Una differenza fondamentale tra mercati privati e pubblici riguarda la liquidità. Gli investimenti nei Private Markets richiedono orizzonti di investimento più lunghi, poiché non possono essere negoziati con la stessa facilità delle azioni quotate. In cambio, gli investitori possono accedere a imprese più giovani e di dimensioni minori, che potrebbero avere un potenziale di crescita più elevato rispetto alle società consolidate quotate in borsa. A questo potenziale corrisponde un rischio di perdita proporzionalmente più elevato.

Gli investimenti nei Private Markets vengono spesso offerti solo a una cerchia ristretta di investitori, che di norma vi accedono con diversi milioni di franchi svizzeri. Attraverso l’investimento, gli investitori partecipano alla potenziale crescita di imprese promettenti e diversificano al contempo il proprio portafoglio. Tramite gestori patrimoniali specializzati o banche d’investimento, le quote possono anche essere acquistate o vendute sul mercato secondario, che riguarda gli impegni esistenti di investitori nei fondi corrispondenti.

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Investment

I tipi di investimento offerti dai Private Markets

Il capitale privato ha acquisito importanza nell’economia globale. Secondo il Global Private Markets Report 2024 di McKinsey (basato su dati Preqin), gli attivi gestiti nei Private Markets a livello mondiale avevano raggiunto circa 13,1 trilioni di dollari statunitensi al 30 giugno 2023, un aumento di circa il 12 per cento rispetto all’anno precedente. Nel corso degli ultimi anni la classe di attivi è cresciuta in misura significativa.

La classe di attivi è variegata e presenta opportunità e rischi diversi nei singoli segmenti. I Private Markets comprendono i seguenti ambiti:

  • Private Equity
  • Private Real Estate
  • Private Debt
  • Private Infrastructure

Private Equity

Il Private Equity è, misurato per attivi gestiti, il segmento più grande dei Private Markets. Si suddivide nelle categorie buyout e venture capital. Nel buyout, imprese esistenti, spesso consolidate da tempo, vengono rilevate dai propri proprietari e sviluppate ulteriormente. Con il venture capital, i capitali affluiscono verso imprese di nuova costituzione o start-up per finanziarne la ricerca, lo sviluppo e la commercializzazione. A metà strada si colloca il cosiddetto late-stage venture capital o growth equity, che si concentra su imprese in una fase di sviluppo intermedia tra venture capital e buyout.

Private Equity Real Estate

Questo ambito comprende la nuova costruzione e la ristrutturazione di immobili nel segmento residenziale nonché industriale e commerciale. Si distinguono le seguenti strategie:

  • Core: Acquisto di immobili esistenti con l’obiettivo di generare rendite locative stabili. L’acquisto è effettuato esclusivamente con capitale proprio.
  • Core Plus: Anche in questo caso acquisto di immobili esistenti, ma con ricorso anche a capitali di debito per il finanziamento.
  • Value Added: Gli immobili esistenti vengono valorizzati tramite interventi di ristrutturazione e successivamente rivenduti.
  • Opportunistic: Questa strategia comprende la progettazione, lo sviluppo e la commercializzazione di nuove costruzioni in tutti i segmenti.

Private Debt

A differenza del Private Equity, il Private Debt non riguarda un’acquisizione, bensì la messa a disposizione di capitale di debito a imprese. I fondi servono frequentemente a finanziare piani di espansione. Tali finanziamenti per la crescita sono noti anche con il termine mezzanine, una forma ibrida tra capitale proprio e debito. Le durate dei prestiti sono generalmente da sei a dieci anni, e il tasso d’interesse è spesso variabile.

Private Infrastructure

Con questo segmento i Private Markets finanziano infrastrutture. Ne fanno parte, ad esempio, aeroporti, fornitori di energia, approvvigionamento idrico, gestione dei rifiuti nonché scuole o ospedali. Le infrastrutture esistenti si caratterizzano spesso per proventi comparativamente stabili, poiché l’utilizzo di un impianto di trattamento delle acque, ad esempio, è relativamente costante.

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Chance Risk

Private Markets: opportunità per il portafoglio

I Private Markets offrono agli investitori la possibilità di diversificare il portafoglio e di partecipare a imprese in crescita e a settori meno accessibili. Gli investitori investono così in imprese e ambiti spesso difficilmente raggiungibili tramite la borsa. Grazie alle oscillazioni dichiarate storicamente talvolta inferiori e alla minore correlazione con i mercati pubblici, i Private Markets sono considerati uno strumento di diversificazione interessante. Un rendimento eccedente non è tuttavia garantito.

Tramite gestori patrimoniali specializzati, anche investitori con importi minimi comparativamente inferiori possono investire nei Private Markets. Le principali opportunità possono essere riassunte in tre punti:

  • Accesso alla crescita privata: I Private Markets consentono di investire in imprese giovani ad alto potenziale di crescita, non quotate in borsa. Grazie alla loro minore correlazione con le classi di attivi tradizionali, possono fungere da elemento di diversificazione del portafoglio.
  • Investimento in ambiti altrimenti difficili da raggiungere: I Private Markets danno accesso a progetti infrastrutturali, settori in crescita e altri ambiti generalmente preclusi agli investitori privati. Nel Private Equity, le partecipazioni vengono spesso acquisite prima di una quotazione in borsa (IPO).
  • Opportunità di rendimento in rapporto al rischio: Chi è disposto a immobilizzare capitale per un lungo periodo e a sopportare un rischio più elevato ha la prospettiva di un’opportunità di rendimento aggiuntiva. Questa non è garantita, e in particolare il rischio legato alla scarsa liquidità deve essere tenuto presente.

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Rischio

Private Markets: i rischi

Chi investe nei Private Markets si assume rischi specifici, che emergono con particolare chiarezza nel confronto con i prodotti finanziari negoziati pubblicamente.

Regolamentazione e trasparenza inferiori

Una differenza fondamentale tra mercati privati e pubblici è che i Private Markets sono meno regolamentati. Gli strumenti finanziari negoziati pubblicamente sono soggetti a numerose normative e obblighi di trasparenza, mentre ai mercati privati si applicano regole meno stringenti. Ciò può comportare una mancanza di trasparenza e rendere più difficile per gli investitori prendere decisioni consapevoli e valutare la qualità di un investimento. Inoltre, gli investimenti sui mercati privati vengono spesso valutati solo mensilmente, il che complica la misurazione della performance.

Valutazione complessa

Per gli investitori privati è spesso difficile valutare il rischio degli investimenti nei Private Markets. La valutazione richiede una competenza approfondita, poiché devono essere considerati numerosi fattori, come il modello di business, il management e il contesto competitivo. Le azioni e altri prodotti finanziari quotati in borsa sono generalmente più facili da valutare, poiché vengono negoziati su mercati pubblici e le informazioni necessarie sono più facilmente accessibili.

Rischio di perdita

Come per qualsiasi forma di investimento, anche nei Private Markets esiste un rischio di perdita, fino alla perdita totale del capitale investito. La performance delle imprese private dipende da fattori come il contesto economico, il settore e il sentiment generale del mercato. Spesso si investe in una prospettiva futura per la quale non sono ancora disponibili dati aziendali affidabili, come nel caso del venture capital. Questi investimenti si distinguono così dalle partecipazioni in imprese consolidate e patrimonialmente solide, come nel caso dei buyout. Un portafoglio ampiamente diversificato aiuta ad attenuare i rischi individuali.

Rischio di liquidità

Un ulteriore rischio è la tipicamente scarsa liquidità. Poiché le quote non vengono negoziate su borse pubbliche, la vendita può risultare difficile. Ciò può diventare problematico in particolare in caso di necessità di liquidità a breve termine. Le azioni e altri prodotti finanziari quotati possono invece essere generalmente negoziati con facilità e offrono maggiore flessibilità.

Lunghi orizzonti di investimento

Gli investimenti nei Private Markets sono spesso associati a un orizzonte di investimento da dieci a quindici anni. I capitali di cui si potrebbe avere bisogno per altri scopi durante questo periodo non dovrebbero essere destinati a tali investimenti.

Accesso più difficoltoso

Non esistendo un mercato unico per i singoli segmenti, l’accesso è più difficoltoso. Anche con una qualificazione adeguata degli investitori, molti mercati non sono facilmente accessibili agli investitori privati.

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Competenze

Gli investimenti nei Private Markets richiedono competenze approfondite

Gli investimenti nei Private Markets offrono possibilità di diversificazione, ma comportano rischi più elevati. Per contestualizzare questi rischi e individuare investimenti adeguati, sono necessarie competenze approfondite.

La varietà dei prodotti nei Private Markets

I Private Markets comprendono un’ampia gamma di prodotti di investimento, dal Private Equity al Private Debt fino alle infrastrutture e all’immobiliare. Data la molteplicità di prodotti, può essere difficile per gli investitori privati individuare opportunità di investimento appropriate. Esperti specializzati possono classificare i vari prodotti e selezionare quelli che corrispondono agli obiettivi di investimento e al profilo di rischio dell’investitore.

Strutture commissionale complesse

Le strutture commissionali nei Private Markets possono essere articolate e poco trasparenti. Diventa così difficile per gli investitori comprendere il costo effettivo di un investimento. Esperti specializzati aiutano a decifrare queste strutture affinché gli investitori non trascurino costi nascosti.

Differenze di stile e di strategia del fondo

Nel solo ambito del Private Equity, le opportunità di un buyout (acquisizione di imprese) e quelle del venture capital (finanziamento della crescita) differiscono notevolmente. Entrambi devono essere valutati separatamente. Esperti con comprovata esperienza possono classificare i diversi approcci e individuare quelli che si adattano agli obiettivi e alle esigenze individuali di un investitore.

Il ruolo degli esperti nell’analisi e nella preselezione

Gli investimenti nei Private Markets sono più difficili da accedere rispetto ai prodotti finanziari negoziati pubblicamente. La ricerca e la valutazione dei dati necessari sono accessibili solo a una cerchia ristretta di esperti. Per gli investitori privati vale quindi la pena avvalersi di questa competenza per investire in prodotti che corrispondano ai propri obiettivi e alla propria capacità di rischio.

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I gestori patrimoniali digitali aprono i Private Markets a una platea più ampia di investitori

I Private Markets come il Private Equity, il Private Real Estate, il Private Debt o le infrastrutture private erano a lungo riservati ai grandi investitori istituzionali e ai privati molto facoltosi. Grazie alle innovazioni tecnologiche e ai gestori patrimoniali digitali, queste opportunità di investimento si aprono sempre più a una platea più ampia di investitori. Fornitori come Everon consentono investimenti in singoli segmenti a partire da 10 000 franchi svizzeri, permettendo così anche agli investitori privati di partecipare a queste opportunità.

I gestori patrimoniali digitali come abilitatori per i Private Markets

I gestori patrimoniali digitali combinano competenza professionale e un alto grado di automazione per attuare soluzioni di investimento in modo efficiente in termini di costi e accompagnare i clienti. Grazie a queste tecnologie, anche gli investitori privati possono accedere agli investimenti nei Private Markets, altrimenti difficilmente raggiungibili.

Apertura dei Private Markets a una platea più ampia di investitori

L’importo minimo per gli investimenti nei Private Markets si colloca spesso nell’ordine delle sei-sette cifre, il che esclude molti investitori privati. Fornitori come Everon consentono l’accesso a singoli segmenti a partire da 10 000 franchi svizzeri. La digitalizzazione e la capacità di innovazione di nuovi fornitori hanno così aperto le porte dei Private Markets a una platea più ampia di investitori. La soluzione adeguata alla singola situazione dipende dall’orizzonte di investimento, dalla capacità di rischio e dalla situazione personale. Il presente articolo non costituisce una consulenza in materia di investimenti.

Domande frequenti sui Private Markets

Cosa sono i Private Markets? I Private Markets sono investimenti in capitale proprio e di debito di imprese e progetti non negoziati in borsa. Comprendono il Private Equity, il Private Debt, il settore immobiliare e le infrastrutture. Gli investitori mettono a disposizione capitali per durate generalmente pluriennali e si assumono in cambio un rischio di illiquidità e di perdita più elevato.

Quali classi di attivi appartengono ai Private Markets? I quattro grandi segmenti sono il Private Equity (partecipazioni in società non quotate, per esempio tramite buyout o venture capital), il Private Debt (capitale di debito fornito a imprese), il settore immobiliare (progetti immobiliari) e le infrastrutture (attivi come aeroporti, approvvigionamento energetico o idrico). Ogni segmento ha un proprio profilo di opportunità e rischi.

Qual è l’importo minimo per investire nei Private Markets? Tradizionalmente, gli importi minimi di investimento si collocavano nell’ordine delle sei-sette cifre, motivo per cui questa classe di attivi era a lungo riservata agli investitori istituzionali. Oggi fornitori specializzati consentono in alcuni casi l’accesso a partire da importi notevolmente inferiori. Le condizioni concrete variano a seconda del fondo, della struttura e del fornitore.

Quali sono i rischi dei Private Markets? I rischi principali sono la scarsa liquidità, orizzonti di investimento spesso da dieci a quindici anni, una trasparenza inferiore rispetto ai mercati pubblici e il rischio generale di perdita. Un’ampia diversificazione e una valutazione accurata di ogni investimento sono quindi particolarmente importanti.

I Private Markets sono adatti agli investitori privati? Dipende dalla situazione individuale, in particolare dall’orizzonte di investimento, dalla capacità di rischio e dalla quota di capitale che può essere immobilizzata per un lungo periodo. I Private Markets si prestano soprattutto come complemento all’interno di un portafoglio ampiamente diversificato. Il presente articolo non costituisce una consulenza in materia di investimenti.

Brice Zanetti, CFA
Sull'autore

Brice Zanetti, CFA

Chief Relationship Officer & Co-Fondatore presso Everon
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Il presente articolo è redatto a scopo informativo generale e non costituisce consulenza in materia di investimenti né un'offerta di acquisto o vendita di strumenti finanziari. Everon AG è un gestore patrimoniale autorizzato dalla FINMA ai sensi della LIsFi. Le performance passate non sono un indicatore affidabile dei rendimenti futuri.

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