Età pensionabile in Svizzera: pianificare al meglio il pensionamento
La Svizzera è un Paese noto per l'elevata qualità di vita. Per chi ci vive è quindi un obiettivo desiderabile godersi la vecchiaia proprio in Svizzera.
La Svizzera è un Paese noto per l’elevata qualità di vita. Per chi ci vive è quindi un obiettivo desiderabile godersi la vecchiaia proprio in Svizzera. Quando pianificate il vostro futuro finanziario in questo senso, l’età di pensionamento concreta non può mancare nelle vostre considerazioni. Oltre alla regolamentazione ufficiale, sono molti i fattori che influenzano il momento in cui inizia a decorrere la rendita.
Da quale età pensionabile posso partire oggi, e il termine del pensionamento potrebbe ancora cambiare? Esistono modi per pianificare il pensionamento prima dell’età pensionabile ufficiale in Svizzera, e cosa bisogna considerare?
Solo chi conosce le regole sull’età pensionabile in Svizzera può prepararsi al meglio a un futuro sicuro e confortevole. Le informazioni essenziali le trovate in questo articolo.
L’essenziale in breve
- Il lungo periodo che precede il pensionamento offre ampie possibilità di previdenza.
- Chi sfrutta al meglio il lungo orizzonte di investimento fino all’età pensionabile parte avvantaggiato.
- L’età pensionabile sta aumentando attualmente in molti Paesi.
- Per via dello sviluppo demografico e della maggiore speranza di vita, il finanziamento della rendita statale in Svizzera e a livello internazionale incontra sempre più limiti.
- La previdenza privata diventa sempre più importante ed è lo strumento con cui determinare in parte la propria età pensionabile.
L’età pensionabile in Svizzera: oggi e in futuro
In Svizzera, per la riscossione della rendita AVS vale un’età di riferimento (in precedenza «età ordinaria di pensionamento»). Per le donne viene innalzata gradualmente da 64 a 65 anni con la riforma AVS 21:
- per gli uomini 65 anni
- per le donne, da 64 a 65 anni a seconda della classe d’età (dalla classe 1964 uniformemente 65)

Storia dell’AVS: discussioni controverse sull’età pensionabile in Svizzera
L’introduzione dell’AVS è senza dubbio una pietra miliare della politica sociale svizzera. Fu introdotta nel 1948. L’età pensionabile per gli uomini fu fissata a 65 anni. Anche per le donne fu allora stabilita un’età pensionabile di 65 anni.
Da allora, nel corso dell’ulteriore sviluppo dell’AVS, si sono susseguite le seguenti modifiche principali:
- 1957: dopo che la rendita era stata più volte aumentata dalla fondazione dell’AVS, l’età pensionabile delle donne scese di due anni, a 63. Questa revisione seguiva la convinzione che le forze fisiche delle donne diminuissero più rapidamente di quelle degli uomini.
- 1964: con una nuova revisione dell’AVS, l’età ordinaria di pensionamento delle donne fu abbassata a 62 anni. Contemporaneamente furono introdotte rendite complementari per le mogli e rendite per i figli, finanziate con una partecipazione dello Stato.
- 1972: un’ulteriore pietra miliare della previdenza per la vecchiaia in Svizzera fu, in quell’anno, l’introduzione del principio dei tre pilastri. Secondo la Costituzione, la rendita AVS deve garantire l’esistenza ed è integrata dalla previdenza professionale e privata.
- 1985: secondo la Costituzione, le rendite della cassa pensioni devono garantire il «tenore di vita abituale».
- 1997: con l’introduzione dello splitting dei redditi, degli accrediti per compiti educativi e degli accrediti per compiti assistenziali, nonché della rendita per vedovi, l’età pensionabile delle donne fu contemporaneamente riportata a 64 anni in più tappe.
Negli anni successivi (2004, 2010 e 2017) ci furono ripetuti tentativi di riforma in Parlamento per portare a 65 anni l’età ordinaria di pensionamento delle donne. Ogni volta, però, le riforme furono respinte, al più tardi al momento della decisione popolare.

Riforma AVS 21: età pensionabile uniforme per uomini e donne
Popolo e Cantoni hanno accolto la riforma AVS 21 il 25 settembre 2022. Il Consiglio federale ne ha fissato, il 9 dicembre 2022, l’entrata in vigore al 1° gennaio 2024.
I punti principali sono:
- L’età pensionabile (ora «età di riferimento») per donne e uomini viene allineata gradualmente a 65 anni uniformi; per le donne a partire dalla classe 1964.
- La riforma ha migliorato inizialmente le finanze dell’AVS; con la 13esima rendita AVS a partire dal 2026, tuttavia, la Confederazione prevede nuovamente disavanzi e sta preparando un’ulteriore riforma.
L’età ordinaria di pensionamento viene ora denominata età di riferimento. Con questo termine si esprime il fatto che per uomini e donne è possibile un pensionamento flessibile tra i 63 e i 70 anni.
Regime transitorio
L’età di riferimento delle donne viene innalzata a tappe di tre mesi per anno, a partire dal 2025, un anno dopo l’entrata in vigore del 1° gennaio 2024. Le donne della classe 1960 non sono ancora interessate e mantengono l’età di riferimento di 64 anni. Per la classe 1961 vale un’età di riferimento di 64 anni e tre mesi, per la 1962 di 64 anni e sei mesi e per la 1963 di 64 anni e nove mesi. Con la classe 1964 la riforma sarà attuata definitivamente nel 2028; queste donne avranno un’età di riferimento di 65 anni.

L’età pensionabile svizzera nel confronto internazionale
Il cambiamento demografico e l’aumento della speranza di vita pongono molti Paesi di fronte a enormi sfide. Anche se sindacati e associazioni sociali si battono per età pensionabili quanto più basse possibile, si pone sempre più la questione della sostenibilità finanziaria. Una conseguenza frequente è l’innalzamento dell’età pensionabile legale. Con un’età di 65 anni, la Svizzera si colloca nella fascia medio-bassa a livello europeo.
Di seguito, a titolo di confronto, alcuni Paesi con la rispettiva età pensionabile legale per il diritto alla rendita di vecchiaia intera:
- Slovacchia: circa 64 anni (agganciata alla speranza di vita)
- Austria: 65 anni (attualmente regime transitorio, attuazione definitiva per la classe di nascita 1968)
- Germania: 67 anni (attualmente regime transitorio, attuazione definitiva per la classe di nascita 1964)
- Francia: 64 anni (età minima legale dopo la riforma del 2023, attuazione attualmente in parte sospesa)
- Italia: 67 anni
- Danimarca: attualmente 67 anni (agganciata alla speranza di vita; è stato deciso per legge l’aumento a 68 anni dal 2030, 69 dal 2035 e 70 dal 2040)
Uno sguardo oltre i confini svizzeri mostra che molti Paesi stanno innalzando l’età di pensionamento. In Danimarca essa è agganciata all’evoluzione della speranza di vita: nel 2025 il Parlamento ha deciso l’aumento graduale fino a 70 anni entro il 2040.
Un’età di riferimento svizzera di 65 anni è quindi attualmente da leggere come espressione di stabilità economica. La Svizzera, tuttavia, non potrà sottrarsi a lungo termine a questa evoluzione, per continuare a finanziare il sistema AVS. Questo evidenzia ancora una volta la crescente importanza della previdenza professionale e privata.

Prelievo anticipato della rendita: le possibilità del pensionamento anticipato
La rendita AVS può essere riscossa in anticipo fino a due anni prima dell’età di riferimento; dal 2024 il prelievo anticipato è possibile su base mensile già a partire dai 63 anni. Per ogni anno di anticipo si applica, per le classi d’età attuali, una riduzione del 6,8 per cento. Importante: la riduzione è permanente, vale cioè per l’intera durata della rendita. Durante il periodo di prelievo anticipato non vengono ancora versate rendite per i figli.
Per il prelievo anticipato è necessaria una domanda; il prelievo anticipato decorre al più presto dal mese successivo alla domanda e non ha effetto retroattivo.
Di norma nessun prelievo anticipato dal secondo pilastro
Di norma, la rendita LPP, ovvero la rendita del secondo pilastro, non può essere prelevata anticipatamente. Alcuni istituti di previdenza consentono tuttavia già a partire dai 58 anni un pensionamento anticipato. In caso di interesse, rivolgetevi alla vostra cassa pensioni con almeno un anno di anticipo.
Prelievo anticipato dal terzo pilastro
Il capitale del terzo pilastro può essere prelevato al più presto cinque anni prima dell’età di riferimento. Tenete presente che è possibile un solo versamento, ossia un prelievo integrale per conto di previdenza.

Differimento della rendita: quando la riscossione non è ancora un incentivo
Il pensionamento anticipato non è interessante per tutti. Chi desidera continuare a lavorare può differire il versamento della rendita AVS al massimo di cinque anni. È anche possibile continuare a lavorare percependo la rendita AVS.
Se differite la rendita AVS, riceverete in seguito un supplemento di rendita, graduato in base alla durata del differimento e compreso tra il 5,2 e il 31,5 per cento.
Di norma nessun differimento della rendita del secondo pilastro
La rendita della previdenza professionale viene di norma versata a partire dall’età di riferimento. Alcuni istituti di previdenza prevedono tuttavia nel proprio regolamento un differimento fino al 70° compleanno.
Differimento delle prestazioni del terzo pilastro
Se dimostrate di continuare a lavorare pur avendo raggiunto l’età di riferimento, potete differire anche il prelievo dal terzo pilastro fino a cinque anni oltre l’età di riferimento. Anche in questo caso vale che è possibile un solo versamento, ossia l’intero capitale.
Come incidono prelievo anticipato e differimento sulla rendita?
Con l’unificazione dell’età pensionabile («età di riferimento») per uomini e donne a 65 anni si ottiene un pensionamento flessibile tra i 63 e i 70 anni. Le donne delle classi d’età transitorie possono già scegliere di andare in pensione a partire dai 62 anni.
Contemporaneamente vengono introdotti un prelievo parziale della rendita e un differimento parziale della rendita.
Le riduzioni fisse per il prelievo anticipato e i supplementi per il differimento dovranno in futuro essere adeguati alla speranza di vita media. Queste nuove aliquote sono previste al più presto per il 2027 e saranno stabilite dal Consiglio federale. È invece già in vigore una regolamentazione speciale per le donne della generazione transitoria (classi 1961–1969): in caso di prelievo anticipato si applicano loro aliquote di riduzione più basse, e con un reddito medio annuo determinante inferiore (fino a CHF 60’480, stato 2026, indicizzato alla rendita minima) la riduzione risulta ulteriormente più contenuta.

Quanta rendita AVS ricevo dopo 20 o 30 anni di contributi?
La rendita AVS intera presuppone una durata di contribuzione completa. È completa quando il numero di anni di contribuzione corrisponde alla classe d’età (art. 29ter cpv. 1 LAVS). Chi ne ha meno riceve una rendita parziale (art. 29 cpv. 2 LAVS), e ogni anno di contribuzione mancante riduce di regola la rendita di almeno un quarantaquattresimo.
L’obbligo contributivo inizia il 1° gennaio successivo al 20° compleanno e termina alla fine dell’anno civile che precede l’età di riferimento. Chi si trasferisce in Svizzera a 30 anni e va in pensione a 65 raggiunge quindi circa 35 anni di contribuzione invece di 44, e dunque circa quattro quinti della rendita che lo stesso reddito produrrebbe altrimenti.
L’importo della rendita dipende poi dal reddito medio annuo determinante. Con durata di contribuzione completa, va da CHF 1’260 a CHF 2’520 al mese; l’importo massimo si raggiunge a partire da un reddito determinante di CHF 90’720 (fonte: Promemoria AVS 3.01, stato 1° gennaio 2026; importi validi dal 1° gennaio 2025). Per le coppie sposate, le due rendite individuali sommate sono limitate al 150 per cento della rendita massima.
Due aspetti vengono spesso trascurati. I periodi di contribuzione tra il 18° e il 20° anno d’età, i cosiddetti anni giovanili, possono colmare lacune successive. E dal 2026 ogni dicembre viene versata una 13esima rendita di vecchiaia, pari a un dodicesimo della rendita annua.
I vostri anni di contribuzione personali risultano dal conto individuale. Potete richiedere gratuitamente un estratto presso la vostra cassa di compensazione: mostra le lacune, che negli ultimi cinque anni si possono in parte ancora colmare.
La previdenza per la vecchiaia in Svizzera: garantite il vostro futuro finanziario con il principio dei tre pilastri
Gli sviluppi dell’età pensionabile e i rispettivi contesti mostrano chiaramente che ci sarà ulteriore spostamento tra i tre pilastri della previdenza per la vecchiaia in Svizzera. Per la pianificazione finanziaria futura è quindi importante conoscere e sfruttare le possibilità offerte dal principio dei tre pilastri.
Primo pilastro: previdenza statale
Consiste principalmente in un’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti, detta AVS. A questa si aggiungono l’assicurazione invalidità, l’assicurazione disoccupazione, l’assicurazione maternità e l’indennità di perdita di guadagno durante il servizio militare. Il primo pilastro rappresenta una garanzia dell’esistenza organizzata dallo Stato, ma non offre di più. A seconda del numero di anni di contribuzione e dei contributi versati, la rendita massima ammonta a 2’520 franchi al mese per persona. Per le coppie sposate, le rendite sommate sono plafonate a 3’780 franchi.
L’assicurazione copre tutte le persone che vivono o lavorano in Svizzera, con o senza attività lucrativa. I contributi sono versati dalle persone attive e il loro importo dipende dal reddito.
Secondo pilastro: previdenza professionale
La previdenza professionale è finanziata per capitalizzazione. Si suddivide in una parte
- obbligatoria (2a) e
- sovraobbligatoria (2b).
La parte obbligatoria costituisce la previdenza per la vecchiaia (rendita LPP) e comprende inoltre prestazioni in caso di invalidità e di decesso. Vi rientrano anche gli istituti di libero passaggio, incaricati di assumere le pretese quando cambia l’istituto di previdenza.
Gli istituti che erogano le prestazioni del secondo pilastro sono casse pensioni pubbliche e private. A partire da un salario annuo minimo LPP, i lavoratori sono soggetti all’obbligo assicurativo e devono versare contributi, di cui la metà è a carico del datore di lavoro. Gli indipendenti possono versare su base volontaria.
L’obbligo assicurativo vale solo per una parte limitata del reddito. La parte eccedente costituisce la parte sovraobbligatoria. Per questa cosiddetta previdenza 2b si può provvedere su base volontaria. Qui si possono generare vantaggi fiscali, poiché i contributi sono deducibili fiscalmente e il capitale di previdenza non viene tassato come patrimonio durante la fase di accumulo; il successivo versamento è tassato separatamente e in modo ridotto.
Con le prestazioni del primo e del secondo pilastro si può coprire complessivamente circa il 60-70 per cento dell’ultimo reddito da attività lucrativa, a condizione che vengano sfruttate anche le prestazioni sovraobbligatorie.
Letture consigliate:
- Il principio del libero passaggio nella previdenza professionale: consigli e FAQ
- Il libero passaggio con Everon: informatevi subito
Terzo pilastro: previdenza privata
Poiché in futuro sempre meno persone attive dovranno farsi carico di sempre più pensionati, la previdenza privata diventa sempre più importante. Per questo, pianificare una vecchiaia finanziariamente serena passa anche dall’uso del terzo pilastro.
Il terzo pilastro si suddivide in due ambiti:
- Pilastro 3a (previdenza vincolata, esente da imposta entro determinati limiti; in casi eccezionali, come l’acquisto di un’abitazione propria, è possibile un prelievo anticipato)
- Pilastro 3b (previdenza libera, nessun vantaggio fiscale immediato, minori restrizioni, copertura flessibile e su misura, struttura flessibile dei versamenti)
Grazie a una molteplicità di prodotti finanziari, il terzo pilastro consente di adattare la previdenza in modo ottimale alle esigenze individuali. Le lacune di copertura non colmate dal primo e dal secondo pilastro possono essere chiuse in modo ottimale con il terzo pilastro. Questo ha una rilevanza particolare proprio alla luce dell’età pensionabile in evoluzione.

Pensare oggi al domani: i vantaggi di una previdenza finanziaria precoce
Prima iniziate con la previdenza finanziaria, maggiore è il margine di manovra per raggiungere i vostri obiettivi.
I motivi sono diversi:
- Chi inizia per tempo a costituire una previdenza finanziaria può determinare il proprio pensionamento in modo più autonomo. Questo dà maggiore libertà e possibilità di realizzazione.
- Una previdenza finanziaria precoce può compensare gli effetti di prestazioni di rendita e di assicurazione sociale più contenute.
- Investendo e risparmiando per tempo si accumula più patrimonio nel corso degli anni, e l’effetto dell’interesse composto si manifesta in modo particolarmente marcato.
- Un piano di previdenza finanziaria solido e a lungo termine aiuta a realizzare obiettivi e desideri finanziari, come acquistare un’abitazione propria o viaggiare per il mondo.
- Una previdenza finanziaria precoce crea i mezzi per affrontare spese impreviste e situazioni d’emergenza, come la perdita del lavoro, riparazioni importanti o malattie.
- Costituire patrimonio per tempo consente un’ampia diversificazione e riduce il rischio di investimento.
- Un lungo orizzonte di investimento dà accesso a possibilità di investimento che in un momento successivo potrebbero non essere più disponibili.

Domande frequenti (FAQ)
Cosa bisogna organizzare per il pensionamento, e quando?
Per ricevere la rendita AVS dovete informare per iscritto la cassa di compensazione del vostro diritto. È competente per la vostra domanda la cassa di compensazione presso la quale avete versato i contributi AVS negli anni precedenti. Se non siete sicuri, il vostro datore di lavoro vi informa su quale sia. È importante presentare la domanda al più tardi tre mesi prima di raggiungere l’età di riferimento: solo così la cassa di compensazione può reperire in tempo tutte le informazioni necessarie per calcolare la vostra rendita. Per la rendita LPP del secondo pilastro, contattate la vostra cassa pensioni alcuni mesi prima dell’età di riferimento: vi comunicherà l’importo esatto della rendita e vi guiderà nei passi necessari per ottenerla. Anche per le prestazioni del terzo pilastro, mettetevi in contatto con qualche mese di anticipo con il vostro istituto di previdenza privato, per informarvi sulle modalità e sull’importo del capitale accumulato.
È importante presentare la domanda al più tardi tre mesi prima di raggiungere l’età di riferimento: solo così la cassa di compensazione può reperire in tempo tutte le informazioni necessarie per calcolare la vostra rendita.
Per la rendita LPP del secondo pilastro, contattate la vostra cassa pensioni alcuni mesi prima dell’età di riferimento: vi comunicherà l’importo esatto della rendita e vi guiderà nei passi necessari per ottenerla.
Anche per le prestazioni del terzo pilastro, mettetevi in contatto con qualche mese di anticipo con il vostro istituto di previdenza privato, per informarvi sulle modalità e sull’importo del capitale accumulato.
Come viene calcolato l’importo della rendita?
La rendita AVS è determinata dagli anni di contribuzione e dal reddito medio determinante. Per i figli sono previsti accrediti per compiti educativi supplementari, e per l’assistenza a parenti bisognosi di cure esistono accrediti per compiti assistenziali. Le rendite sono limitate sotto forma di rendite massime e rendite minime. Gli assicurati possono richiedere una stima della propria rendita AVS.
La rendita LPP del secondo pilastro si calcola in base ai contributi versati e al regolamento della cassa pensioni. Di norma, al pensionamento è possibile anche il versamento in capitale di un quarto dell’avere. La trasformazione del capitale in rendita avviene tramite un’aliquota di conversione, il cui minimo è attualmente fissato per legge al 6,8 per cento. Per un capitale di 250’000 franchi, ad esempio, un’aliquota di conversione del 6,8 per cento significa una rendita di 17’000 franchi l’anno, quindi circa 1’416 franchi al mese.
L’avere di vecchiaia del terzo pilastro viene di regola prelevato come versamento unico in capitale.
Quanta rendita AVS ricevo dopo 20 o 30 anni di contributi?
La rendita intera presuppone una durata di contribuzione completa, cioè lo stesso numero di anni di contribuzione della vostra classe d’età (art. 29ter cpv. 1 LAVS). Ogni anno mancante riduce di regola la rendita di almeno un quarantaquattresimo. Chi si trasferisce in Svizzera a 30 anni e va in pensione a 65 raggiunge circa 35 anni di contribuzione invece di 44, quindi circa quattro quinti. L’importo dipende poi dal reddito medio annuo determinante e, con durata di contribuzione completa, va da CHF 1’260 a CHF 2’520 al mese (fonte: Promemoria AVS 3.01, stato 1° gennaio 2026).
Perché in un Paese benestante come la Svizzera esiste la povertà in età avanzata?
Se il tenore di vita in Svizzera resta molto alto, il tasso di povertà in età avanzata aumenta in modo sorprendentemente marcato. Ciò si spiega soprattutto con il fatto che, in età avanzata, gli svizzeri dipendono maggiormente dal patrimonio. Questo evidenzia l’importanza di ricorrere alle possibilità di previdenza privata. Secondo una statistica dell’UST, il tasso di povertà tra i pensionati il cui reddito principale proviene dal primo pilastro supera il 20 per cento. Se invece il reddito principale proviene dal secondo pilastro, il tasso scende nettamente.
Il presente articolo è redatto a scopo informativo generale e non costituisce consulenza in materia di investimenti né un'offerta di acquisto o vendita di strumenti finanziari. Everon AG è un gestore patrimoniale autorizzato dalla FINMA ai sensi della LIsFi. Le performance passate non sono un indicatore affidabile dei rendimenti futuri.